Rimango stupito quando da Est
si risolleva l’alba d’inverno
quando l’eterno si sveglia
per rendere il mondo turchino.

Foto: Umberto Verdoliva
Con che leggerezza si passa
sotto quel cielo ghiacciato
e non ci fai caso, fiaccato,
dai mille tuoi crucci di vita!
Eppure respiri, ti muovi, puoi
anche morire per un semplice soffio di vento
questo si sa,
ma non si comprende.
Non si comprende quanto sia labile il filo
tenue la gioia
che ci tiene attaccati alla vita
ai quattro danari
alla macchina bella
ed alla casa piena di stucchi.
E con quanti trucchi vai avanti, bleffando
credendo di ingannare il tempo
pensando che il mare indietreggi
e che vinca la sabbia
pensando che il merito vada
ogni volta al migliore.
Ma va tutto a caso: l’amore, la morte e il dolore
non sono che scaglie che viaggiano sperse
e da cui sei colpito,
ogni tanto.


