Gnarella tutte i martedi si prepara la cena presto. Si prepara una cenetta veloce, tutta in ambage, perché alla TV danno “Alla ricerca di”. “Alla ricerca di” è una trasmissione inquietante, dalla sigla inquietante e che è condotta da una giornalista inquietante che tratta delle persone che sono svanite nel nulla.
Gnarella mangia con avidità mesta il suo piatto di fagiolini, mastichicchia la sua razione di frittata con le zucchine, spolvera le poche briciole che ha lasciato sul tavolo, poggia il bicchieruccio, le posatine e il piatterello nel lavabo e si precipita brandendo nella mano il prezioso telecomando, verso il televisore.
Quando si accomoda nel divanello cremisi si ricorda che adesso i telecomandi sono due: Gabrielino le ha spiegato tutto. Glielo ha anche scritto!
ACCENDERE IL TELEVIS CON IL PRIMO TELECOMANDO
Eh, ma qual è, dei due, il primo?
METTERE SU AV2 CON IL PRIMO TELECOMANDO
E i suoi occhietti vanno in su e in giù tra l’un telecomando e l’altro alla ricerca del tasto AV
Ore 21:05!
Tasto AV: trovato. Sente nel petto il cuore che galoppa un po’. Non è abituata a tutta questa tecnologia. Non sa perché hanno deciso di imporre il decoder ma se l’hanno fatto “sicuramente c’è una ragione”.
Gnarella è cresciuta in una famiglia che ha sempre votato Democrazia Cristiana. Si tratta di gente che va a messa la domenica, che non lascia minimamente indizi della propria esistenza terrena e che vanta amicizie in alto loco in ambito clericale (pare che un cugino della zia di Gnarella sia alto prelato nientemeno che al Vaticano). Trovando un vuoto nelle cartelle elettorali ad un certo punto della storia, decisero di dare le loro preferenze a chi li rappresentava meglio. Poco importava alla fine se costui, facendosi da solo aveva commesso anche reati che d’altra parte andavano tutti dimostrati. Si consegnarono a lui anima e corpo e diedero a lui la loro completa fiducia.
Gnarella è rimasta zitella. Era destinata allo zitellaggio fin dalla più tenera età, essendo circondata da comunisti (nel suo paese c’era la maggioranza assoluta di rossi). Aveva anche provato, Dio mio, a mettersi con un ragazzetto, Adelmo, conosciuto in oratorio, ma costui era talmente costumato che non le mise le mani addosso nemmeno una volta. Si parlava di tante cose… ma ci sono delle volte che è meglio non parlare. Questo lui non lo capiva; non pareva proprio pensarci! E giù a lodare l’operato di Don Gnocchi, a considerare gli scritti di San Tommaso, mentre lei sentiva salire alla gola un impeto ogni volta che lui le si avvicinava, zuppo di lozione. Si consolò quando seppe che s’era fatto frate francescano.
Poi la mamma morì di un brutto male, i fratelli si sposarono e si allontanarono e lei eccola lì, davanti al televisore.
ACCENDERE IL DECODER CON IL TASTO CON IL TONDO CON IL PUNTINO IN MEZZO.
… il decoder… il puntino in mezzo…
Ore 21:08!
Ma premi e premi, il decoder non si accende. O meglio: lei si trova davanti allo schermo nero, leggermente brilluccicante. Intuisce delle figure, delle ombre, ma non sente né le voci né capisce che canale sia. Un avvilimento profondo la coglie.
Vorrebbe dire qualche contumelia. Ma non sta bene.
Chiama il nipote, Gabrieluccio al cellulare. Nessuno risponde.
Ore 21:11.
Il programma è bell’e iniziato.
Si sente orfana, si sente avvilita. Si sente tradita.
Una rabbia sorda si impossessa della sua piccola figura imbacuccata nella vestaglia di pile a cuoricini rossi.
Allora ricompie tutte le operazioni al contrario, ma lì addirittura il televisore rimane come morto. Immobile.
Ore 21:16
Gnarella si alza dal divano e si appoggia sul fianco del lettuccio dopo aver fatto le sue cosucce al bagno.
Gnarella dice le preghiere prima di distendersi, ma stasera nelle sue preci il nome del capo del governo non ci sarà e le duole il cuore per questo.


