Fine estate

Agosto 18, 2008
A nonna Viola

S. Amici

Trillano come campane
i comignoli d’argento
vorticando
E ad occidente
grigio s’è fatto il cielo
ammonticchiando
le prime foglie caduche di vite.
Dietro una palla
vanno via i pensieri
di mille e più bambini
all’Oratorio.
Li insegue un magro prete
silenzioso
cui brillano d’azzurro
gli occhi tristi.
Dal mare salgono
assieme a salso vento
nubi smorte
e alzano i baveri
delle giacchette.
Stringono forte i giovani
le amate
le cingono alle spalle intirizzite
mentre che van sognando un’ubertosa
estate.


Per via di queste pareti troppo sottili

Agosto 13, 2008
NeroPeriferia - Sandro Amici

NeroPeriferia - Sandro Amici

Astio
risponde ad astio
e grida
e digrigna
ognuno
rappreso al muro
dentro un’esile casa
e i vicini
atterra
e ratti
ridono
perché non sono loro
ad arrotare i denti.

E indagano su chi
su chi sfoga
la rabbia chiusa
inusitata.
E poi alla fine
chiuse le finestre
cheta, cala una sindone
un sudario
sopra gli strepiti loro.
Che sarà
che sarà
tutti si chiedono
e manca il sale
nella minestra.


Rischio estremo

Agosto 13, 2008

 

Miracolo Quotidiano - Foto mia

Una maledizione, sai,
ci lega.
come se ogni parola
detta con te

equivalesse a stringere

al petto il Diavolo.


E ambire
di carezzarti appena
per me vorrebbe dire
certo la dannazione. 
Ma ciò tu sei
e anche un’ora sola
di questo rischio atroce
sia a morte che a delizia
mi conduce. 

Ecco: sei vita. 


(
immagine: Foto mia)
 

 

 


Omaggio a Magritte

Agosto 3, 2008

Consultandomi con altri malati di fotografia e leggendo qua e là, sempre nel disperato tentativo di imparare qualcosa in più, ho capito che non basta

Belvedere sopra la spiaggia

quasi mai il primo sguardo per far interessante uno scatto. Non è sufficiente cioè che l’immagine sia lì, pronta per essere fissata, a fare di essa una foto piacevole e che dica qualcosa d’altro. Qualcuno a Sirmione ha avuto l’idea di mettere questa enorme cornice fratturata su una delle veduto più belle. Tutti ci mettono il faccione dentro e si fanno la foto ricordo. Chi fa le facce, chi semplicemente ride.

E tutti che scattano, tutti che si divertono… e intendiamoci, va benissimo. Va benissimo che si divertano, scattando.Ma io, intuendo che comunque lo scatto lo sentivo, c’era, ho voluto fortemente che fosse diverso: mio. Ho alzato lo sguardo verso l’angolo in alto a destra e ho visto la frattura. Spostandomi un poco ho visto il batuffolo della nube e la foto, la mia, è nata.


Onde

Luglio 31, 2008

batti, sbatti deflagra e schianta
ed indietreggia
e avanza e infine rompi contro lustre rocce
e ritirandoti nei mille pori erosi della riva
in cento stille cheti la tua ira

Caspar David Friedrich - The Wanderer Above the Mists (1818)

Caspar David Friedrich - The Wanderer Above the Mists (1818)

Scroscia, poi sfronda
e sbatti
la spuma issando sopra i verdi prati
Sprizza
contorci e svetta
di bianco ardore
infrangi
e poi ritira le tue spume avite!

Vanno in eterno le ore dei secoli
di cui il mio sguardo ne rubò un istante.


Luglio 15, 2008
Henri de Toulouse-Lautrec "Jeune Fille aux cheveux roux (la rousse)"

Henri de Toulouse-Lautrec "Jeune Fille aux cheveux roux (la rousse)"

Quindi cammini sottile
come un gambo di calla
piegata al vento dei sorrisi
ai quali non rispondi.
Oggi indossavi stretti
Dei blue jeans sdruciti
con una cinturetta di brillanti
che adornava la sottile vita
e colorato avevi il labbro
appena appena
di un carnal rossetto
e di blu gli intensi occhi selvosi

Sempre in silenzio, guardi
dardi lanciando
e risa, laddove ti diverte
dell’uomo la sguaiata
pesantezza
perché non sa spiegarsi
questa tua pazienza
Nell’aspettare che l’amor ti colga
quello vero.


Luglio 14, 2008
Solitudine

Solitudine

Tutte le sere piango
ed è un qualcosa che di lontano
appare come un grido
ma per quanto
lo si voglia far prezioso
unico
bislacco
è pianto
pianto
soltanto


Quello che già sapevo

Luglio 9, 2008

Stasera è una di quelle brutte sere… ho avuto la conferma su una cosa che paventavo, ma che speravo sempre fosse ancora lontana, innocua.
Invece prima o poi tutto torna: torna a farti visita con un insistenza, con un puntiglio dal quale non si sfugge e al quale non ci si può celare.
Qualcosa prima o poi ti chiama a giudizio, ti fa diventar serio, ti spinge a meditare. A me questa cosa praticamente ha fatto capire che il tempo trascorre, inesorabilmente trascorre. E’ una cosa che ho sempre avuto in mente, il trascorrere del tempo; ma oggi, inconfondibilmente, me ne sono reso conto. Quando stavo seduto sulla lettiga del dottore mi sono visto da fuori di me come un grasso uomo quasi di mezza età che ha esaurito l’entusiasmo e che guarda tutto con quella aria di comprensione bonaria che è propria di quest’età, in cui si è più disposti a capire, di più a perdonare. Ho atteso con tranquillità la fila dei pazienti e quando è venuto il mio turno non ho avuto le solite palpitazioni, le crisi d’ansia, quella paura che mi coglie sempre, dall’odor di irrecuperabile, quando sono da un medico.
Era come se sapessi già tutto. E guardando le mura gialle in alto e ocra dall’incuria più in basso, ho pensato a questi versi:

Ah, queste vecchie in verde
tutte bitorzoli e sporgenze
Che vanno a malapena
Oltre la soglia
E il mite dottore
Che le guarda passare
e sente l’odore delle banconote
tutto scrive la vecchia segretaria
sul bianco taccuino
senza saper parlare
senza nemmeno salutare
si aspetta in fila,
ognun col suo dolore
ore ed ore
ore ed ore

E’ stato un attimo. Subito queste parole sono svanite. Mi colgono come un fastidio quando arrivano. Sento una nausea sullo stomaco, una voglia di correre con un bozzolo di zucchero filato nella mano. Quel fantastico zucchero filato bianco e rosa, che odora di caramella. Sarei sceso giù in strada, a Via Tor de Schiavi e avrei baciato la prima donna che passando avrei incrociato. Si tratta di un attimo: poi si torna quel che non si è. E si entra nello studio refrigerato (quello si, non la sala d’aspetto) del dottore.

(immagine: munch “autoritratto”)


Periferia

Giugno 25, 2008

Girato l’angolo
dietro ad un’antica casa
com’un acquario
fatto di vetro e ferro
in cui si dannano
è il caso, proprio,
donne e bambini
entrambi in bambola!
E il vecchio fruttivendolo
e il timido cinese
seduti sulla soglia
Tutti e due morti
davanti al neon materno
di un centro commerciale
Vendono niente
ma in mente loro
verrà un tempo
Un tempo d’oro
in cui quest’ingiustizia
Avrà una fine!

(immagine: Foto del sottoscritto)


Di cose ne ho viste (immagini notturne numero 1)

Giugno 21, 2008

Adolphe Bouguereau (1825-1905) - La NuitDi cose ne ho viste
le voglio narrare
per questo in città
c’è solo una luce
la mia luce lontana
lontana lontà

Ridono in strada
uomini sbronzi
una cartaccia rantola piano
sopra il selciato
bagnato di brina
canta lontano
un canto sguaiato
dal buio profondo una sgualdrina

io di cose ne ho viste
le voglio narrare
ma il mondo
continua e s’avanza
ansimando
mentre che i cani
vanno latrando.

(immagine: Adolphe Bouguereau (1825-1905) - La Nuit)