Io sono un impercorribile sentiero
tutto di sassi sghembi e pentime in salita
sono una roccia che porta sul suo sommo
una modesta casa ben tenuta
con la sua stufa accesa, la cucina
e un posto dove accogliere l’amore.
C’è sempre sopra un tavolo un quaderno
perché mi piace che il pensiero manifesti
e dentro il bricco l’acqua cristallina
che fresca imperla il vetro che la tiene.
Mai soffriranno sete gli avventori
in questa casa piccola e ribelle
diversa dalle case della gente
chiuse, serrate alla cerulea luce.
Perché solo tu, amore
tra tutti i diversissimi passanti
non transiti la mia dolce dimora.
Perché tu solo manchi.
Quale magia ti tiene a me distante
che pure t’innalzai canti e novelle.
Allora è vero che la tristezza grigia
non abbandona chi canta i colori
perché ad essi sempre il cieco agogna
o l’assetato alla perduta fonte!

Giovanni Fattori

