Sesso

29 10 2009
degas

Edgard Degas

Quest’insensato gesto meccanico

Che ci attanaglia

Questa crudele recita

Che non ci piace

Ma che purtroppo

Ci dobbiamo

Questo veloce fuggire e ripensare

Dicono sia piacevole,

ma io l’odio

come il percorrere le sabbie ardenti

nell’ora più cocente del meriggio.





Siamo scatole d’ossa

23 10 2009

Siamo scatole d’ossa

Ridenti e gioconde

Come gira la giostra

Siamo mascelle pasciute

E risa cresciute

E pani e burri e confetture

Buttate sopra lisci tavolini

E limpidi pic nic pomeridiani

E cani

Ben nutriti, addormentati.

E come ridiamo se il padrone ride

E come saltelliamo

Se ci mostra l’osso!

Ma abbiamo sempre

Alla fin dei giorni

Un santo a cui votarci

E che ci da ragione!

Un santo specchio io direi,

un santo confessore!

Ci fa sentire belli, consolati

Dei giorni ormai finiti, trapassati

Trascorsi a far saltini al bel padrone

Trascorsi quasi tutti a pecorone!





Tutto da te si stacca

18 10 2009

Tutte le mattine inizia un nuovo giorno
Di erba e nebbia
Di sudore e sangue.
Tutte le mattine c’è una atroce novità,
un pianto gridato,
un silenzio appena immaginabile
e la tristezza acerba e dura
della solitudine.

Un corpo che si stacca
Dalla cellula che lo generò
Un corpo ormai diverso
Che non darà che pianto.
Lo vedo e non lo riconosco
Quel corpo che io tenni in grembo
E a cui donai calore
Ora è un corpo che si stacca
Un combattente solitario
Un kamikaze che attenta ai sentimenti
Che non sapevo più di poter provare.

E tutte le mattine,
acerbe ed impetuose
inizia un nuovo giorno
una condanna rosa
un pentimento, un doloroso stacco
un allontanamento.

Tutto da te se ne va
Distante:
gli anni gli affetti e la pazienza.
Hai solo le ossa a farti compagnia
E poi, non resteran che quelle
A dir che c’eri.