Il video (primo movimento)
Il romanzo
Sonata a Kreutzer in russo Крейцерова соната[?] è uno dei romanzi brevi dello scrittore russo Lev Nikolaevič Tolstoj, pubblicato nel 1891. La stesura si situa nell’ultimo decennio del XIX secolo, ossia dopo la cosiddetta “conversione ai Vangeli” di Tolstoj; ma l’appartenenza dell’opera a questo periodo della vita dello scrittore è suggerita non solo dal riferimento temporale, quanto soprattutto dalle tematiche in essa affrontate, che la caratterizzano chiaramente come opera del risveglio morale. È un racconto per certi aspetti dostoevskiano, per uno sforzo costante di identificazione e di esaltazione dei moti più intimi dell’animo umano, i quali si riflettono poi inevitabilmente nelle azioni commesse.
Il parto fu particolarmente travagliato: la stesura definitiva dell’opera fu infatti l’ottava. Purtuttavia, la critica letteraria dell’epoca le riservò un’accoglienza piuttosto tiepida, se non infastidita dagli argomenti trattati, inusitati e scottanti, persino scabrosi. In effetti si rese necessaria per la pubblicazione una sorta di intercessione dello stesso zar Alessandro III, il quale fornì il suo nihil obstat grazie soprattutto all’abilità persuasiva della moglie di Tolstoj, Sonja.
L’intera vicenda ha luogo durante un viaggio in treno. La voce narrante — un uomo che rimarrà per tutto il romanzo d’uno sconosciuto, tanto per il lettore quanto per lo stesso Vasja Pozdnyšev, al quale non dirà mai il proprio nome — registra una conversazione tra alcune persone, le quali dissertano animatamente a proposito dei principi fondanti dell’amore, e della sua stessa definizione. In particolare, emergono le posizioni nettamente contrapposte di una signora, che difende l’amore «fondato sulla comunanza d’ideali o sull’affinità spirituale», e quella di un uomo «dai capelli grigi, dall’aria solitaria e dagli occhi scintillanti», che è poi il nostro Pozdnyšev. Costui in seguito si ritrova nello scompartimento da solo con lo sconosciuto narratore, al quale inizia a raccontare la sua storia.
Oltre a rievocare gli anni dell’unione coniugale, con i suoi rituali, i suoi gesti, le sue convenzioni e le sue ipocrisie, Pozdnyšev confessa il proprio terribile segreto. Dopo aver presentato alla moglie un musicista, egli inizia a sospettare una relazione tra i due. In particolare, una sera, mentre i due eseguono l’uno al violino, l’altra al pianoforte la Sonata a Kreutzer di Ludwig Van Beethoven, l’uomo avverte l’intero peso dei propri dubbi. Tuttavia, convinto che il musicista stia per partire ed uscire per sempre dalla sua vita, Pozdnyšev si assenta di casa alcuni giorni per curare i propri affari in provincia. Una lettera della moglie, ricevuta due giorni dopo la partenza, riaccende la gelosia dell’uomo: il violinista non è partito e le ha già fatto visita. Pozdnyšev ritorna precipitosamente a casa, dove arriva in piena notte. Trovandola a tavola con il musicista, in preda alla rabbia, l’uomo pugnala la moglie.Pozdnyšev si rende conto della gravità del misfatto soltanto alcuni giorni dopo, quando viene condotto presso il tumulo della moglie. Al termine del proprio racconto, congedandosi, il disperato uxoricida implora il perdono del proprio compagno di viaggio.Il dubbio sull’effettivo tradimento della moglie non è svelato da Tolstoj: se la donna avesse davvero voluto tradire il marito, perché avvertirlo della presenza del musicista, quando le era ben nota la gelosia di Pozdnyšev per quest’uomo? Sembra altrettanto inverosimile che la moglie voglia davvero consumare un rapporto extraconiugale sotto gli occhi dei figli, della balia e della servitù, senza la minima precauzione. Allo stesso tempo la visita ad una donna sposata in piena notte nella Russia di fine Ottocento, così come l’evidente intesa tra lei ed il musicista, forte di un’educazione libertina nei salotti parigini, non possono non generare il sospetto sulla natura del loro rapporto.
La sonata
All’inizio dell’ Ottocento, Vienna era uno dei più importanti centri culturali europei e vi risiedevano anche numerosi musicisti, fra i qualiBeethoven. Nel 1803 giunse nella città austriaca il violinista mulatto George Bridgetower che ebbe modo di incontrare il grande compositore. Tra i due si stabilì un buon rapporto al punto che, nel momento in cui Beethoven volle eseguire la sua nuova Sonata n. 9, op. 47 per violino e pianoforte, pensò di farsi accompagnare da lui. La “prima” ebbe luogo all’ Aufgarten, davanti ad un pubblico formato da principi ed ambasciatori, e riscosse un grande successo, nonostante la durata (circa 40 minuti), un po’ anomala per un brano del genere.
Beethoven fu entusiasta dell’esecuzione del violinista e ribattezzò la composizione “Bridgetower Sonata”.
Di lì a qualche tempo i due ebbero una animata discussione, dopo aver alzato troppo il gomito, e Bridgetower fece pesanti apprezzamenti su una donna che piaceva a Beethoven.
Per ripicca il compositore decise di cambiare il dedicatario della sonata, identificandolo nel violinista parigino Rodolphe Kreutzer che, ironia della sorte, non eseguì mai il brano, considerandolo troppo difficile.
Ma la storia della “Sonata a Kreutzer” non finisce qui, poiché essa ha un posto importante anche in letteratura, avendo ispirato un omonimo racconto diTolstoj.
Sembra che l’autore russo abbia ascoltato il brano nel 1888, rimanendone fortemente colpito e, pare anche che, in quel periodo, sua moglie si fosse invaghita di un giovane violinista.
Fatto sta che il lavoro, dato alle stampe nel 1889, nacque per evidenziare i guasti del tipo di educazione sentimentale di allora ed aveva come protagonista un uxoricida, appena assolto, in quanto riconosciuto responsabile di un “delitto d’onore”.
Egli raccontava in prima persona la storia della sua vita, i motivi che lo avevano spinto al delitto e la sua totale avversione nei confronti della musica.
Proprio la musica era ritenuta, infatti, fra le maggiori colpevoli dell’accaduto, poiché la moglie, frequentando un giovane violinista, ed eseguendo più volte insieme a lui la “Sonata a Kreutzer” di Beethoven, aveva finito per tradire il marito.
Il racconto riscosse un successo, che resiste ancora oggi ma, almeno dal punto di vista musicale, la sua particolarità è che rappresenta uno dei rari casi nei quali la letteratura si sia servita di una composizione, il contrario di quanto è sempre successo normalmente, soprattutto in campo lirico.
