La casa dalle luci gialle
e delle sedie agli angoli del vento
e il piccolo balcone verdolino
con le tendine in plastica, d’estate.
Quant’eri grande quando ti seguivo
implorando il tuo perdono
e i tuoi guarnelli
di dolce risapevano e di glassa.
Avevi gambe grosse e grosso il cuore
ferma come il gendarme
sui crocicchi
che ingorgavano i nostri sentimenti
tu con il tuo sorriso senza danno
nemica dell’estate,
tu, solare
che conducesti ilare i primi passi
di questa vita senza più percorso
