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	<title>Amici Sandro "Didattica dell'inutile" &#187; Inverno</title>
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		<title>Un bar che fa angolo in una sera d&#8217;inverno</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 20:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2010/01/print-cgi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-647" title="print.cgi" src="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2010/01/print-cgi.jpg?w=510" alt="" /></a>Il bancone di un bar una sera d’inverno. Il locale fa angolo sul corso principale del paese e combacia con la piazza. A quell’ora è pieno di giovani avventori, studenti che parlottano e parlottando si urtano e complottano pensando all’amore. Sono tutti di quindic’anni, qualcuno più in là, ma di poco e fumacchia annoiato. Io aspetto in un angolo altri che come me vogliono sfangare la serata.<br />
Serata d’inverno, luccica e gocciola fuori degli ampi vetri, dietro i Baci Perugina e la Befana di marzapane.<br />
Un piccolo gesto: un attimo. Una ragazza dai capelli castani e dal profilo morbido e regolare, le lunghe ciglia vibranti, il nasetto impertinente, la parlantina torrenziale ed un risolino da sirenetta, con una mano sfiora la guancia e solleva i capelli che tiene acconciati sulla spalla. E’ un gesto da niente che, mi pare impossibile, nessuno ha notato. Eppure quel semplice gesto, quella innocente mossa, quel moto impercettibile, solleva tutto un mondo. Sento salire alle gote un rossore che non è di vergogna perché alle nari, subitaneo, s’avvolge il suo profumo. Perdo un attimo il senso del tempo e di me stesso, avvinto nell’abbraccio santo e carnale del suo morbido afflato. Non odo parlare gli amici che nel frattempo sono arrivati. Vedo solo le loro bocche, pallide, rosse, sgualcite che s’aprono e si socchiudono, pronunziando suoni che non hanno significato.<br />
Io so… lo so, che la sua stanza è tutta sui toni del crema e ha un lettino con una trapunta con stampigliati dei cuccioli teneri di cane. Ha pochi mobili, tutti ordinati. Il cuore rosso che qualcuno le regalò una volta, vincendo al tirassegno, l’orsetto di quand’era bambina e la finestra, affacciata sul parco, finestra di luce azzurretta.<br />
Quando si desta al mattino, la prima cosa a cui pensa è se c’è il sole o piove. Se piove eccola imbronciare il morbido nasino. Se c’è il sole invece canta e cantando va a sollevar le imposte. Di fuori le chiome messe in fila tagliano la luce alta del sole. Quando invece è la pioggia a vincere, lei disegna un fiore sopra il vetro e guarda, desolata guarda, scendere le gocce e unirsi ad una ad una e diventare una grossa goccia che si perde a terra, da qualche parte nell’angolo della finestra.</p>
<p>Questa sera invernale è diventata, grazie a lei, di maggio. Il barista, che aveva il solito broncio incattivito, ora sorride allegro e spensierato e il freddo fuori diventa come un manto protettivo che ci spinge qui dentro, l’uno accanto all’altro.<br />
Continua lei a sorridere ed è ignara di aver portato gioia alla mia vita. Cinguettando come un usignolo dalle piccole piume inumidite nemmeno mi guarda, mentre fingo di non essere di già perdutamente e senza speranza, innamorato.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sandrosountryman.wordpress.com/646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sandrosountryman.wordpress.com/646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sandrosountryman.wordpress.com/646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sandrosountryman.wordpress.com/646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sandrosountryman.wordpress.com/646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sandrosountryman.wordpress.com/646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sandrosountryman.wordpress.com/646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sandrosountryman.wordpress.com/646/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sandrosountryman.wordpress.com/646/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sandrosountryman.wordpress.com/646/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=646&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<title>V come Al(v)iero</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 13:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ di nuovo tornato il sole dopo un giorno di pioggia pesante. Il cielo è così terso che le cose sbucano sorprendendoti dalle ombre. Ti fa sobbalzare di piacere tutta questa esterrefatta luce, questa baldanza di tonalità e di contrasti. Sto aspettando che il gommista si tolga il soprabito dopo aver aspettato che facesse colazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=624&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ di nuovo tornato il sole dopo un giorno di pioggia pesante. Il cielo è così terso che le cose sbucano sorprendendoti dalle ombre. Ti fa sobbalzare di piacere tutta questa esterrefatta luce, questa baldanza di tonalità e di contrasti. Sto aspettando che il gommista si tolga il soprabito dopo aver aspettato che facesse colazione e che parlasse della partita di ieri con quel simpatico della ferramenta, che più guadagna più s’ammusonisce.<br />
Gli spiego che la ruota sembra sgonfiarsi. Gli s’avvicina, la palpa, scuote la testa.<br />
-	Hanno fatto il lavoro fatto male… si vede che è bucata da una parte e loro l’hanno tappata da un’altra… tocca smontare e vedere! –<br />
Dieci euro, come niente! Penso.<br />
-	Va bene; in tutti i casi io sono al bar. Torno tra poco. –<br />
Mi fa cenno di si con la testa: s’accuccia e infila il cric.</p>
<div id="attachment_625" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2009/12/kandinsky-composizione8.jpg"><img class="size-medium wp-image-625" title="kandinsky-composizione8" src="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2009/12/kandinsky-composizione8.jpg?w=300&#038;h=207" alt="" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">kandinsky</p></div>
<p>Il bar è proprio lì accanto. Questi bar di piccoli paesi ostentano arredamenti da gran parata ma sono gestiti sempre dagli stessi tarpani. Siccome pensano che tutto gli sia dovuto, quando entri non ti salutano nemmeno. Lei avrà sessant’anni: si tinge la testa di un rossiccio slavato e indossa una maglia turchina con le maniche tirate su. Lui è più ben messo: tipo un impiegatino del catasto che la moglie ha costretto dietro al bancone di un bar. Mi guarda in maniera timida: allunga il dito verso di me.<br />
-	Lei aveva chiesto… &#8211; e si interrompe. In realtà non avevo ancora chiesto. Ecco, mi dico, perché i bar hanno questo successo. Sono caldi comunque, profumati e accoglienti anche se chi li gestisce se ne frega di te. Una sorta di meretricio anche questo, se ti metti a riflettere. Qui entri perché ti va, anche sapendo che al barista non interessa minimamente di te, che è lo stesso tipo di rapporto che ha il cliente con la puttana, a ben vedere. In più sei consapevole che la schiuma del cappuccino ti ammazza il colon e che il cornetto ti squaglia il fegato. La colazione al bar, a ben vedere, è una delle più grandi forme di oltraggio che ci è rimasta da consumare, a noi poveri nessuno.<br />
-	Un cappuccino… &#8211; gli rispondo. In realtà non mi va. Ecco: un’altra cosa che c’è da dire sui bar è che la gente alle volte ci va non avendo voglia di andarci. Si dice: “Ti andrebbe un caffè?” quell’altro fa una faccia quasi scocciata, storce la bocca. Pare che ti fa un favore. Poi aggiunge: “Massì! E prendiamoci questo caffè!”<br />
Accanto a me prendono la colazione completa due novelle mamme. Mia moglie mi ha insegnato a riconoscere le donne che hanno la grana da quelle che ne sono sprovviste. Queste sono benestanti: hanno lo stivale tono su tono con il pastrano e la borsa di quelle fatte a carta geografica che, Dio mi perdoni, non ho mai capito perché hanno successo. Per dire: ma perché quelle piacciono e magari, quelle che hanno un altro tipo di decorazione no? Io lo so il motivo, ma anche qui mia moglie dice che non è vero, che sono prevenuto, che sono orso… il motivo è che siccome piace a molte, diventa un oggetto di culto. No, perché a dire il vero, sono sinceramente brutte! E quel motivo lì lo hanno riprodotto su portachiavi, trusse per il trucco, cinture, camicie!!! Addirittura sulle camicie!!!<br />
Queste signorine addanarate si guardano intorno mentre solluccherano il cappuccino. Sono soddisfatte: si vede. Hanno accompagnato i bimbi a scuola (abitano a trecento metri ma sono venute con il SUV) e ora sorbiscono la colazione con gusto, chiacchierando.<br />
-	Quando in questa scuola c’era Suor Mirta era tutta un’altra cosa! Anche io partecipavo con più entusiasmo! –<br />
-	Cara mia! Che non lo sai che quando le cose cambiano non cambiano mai per il meglio? –<br />
-	E’ vero! Non cambiano mai per il meglio! Mi ricordo che c’era la festa dell’albero, la festa dell’orfanello, la festa del miserando… ora non fanno più niente! Si portava ognuno una cosa. I bambini vivevano di più la scuola in quel modo lì… io non lo so… io non lo so… -<br />
-	Ti ricordi quando venivano i bambini da Kiev e stavano con noi l’intera estate? Arrivavano bianchi in faccia, morti di fame… quando tornavano in Russia erano rifioriti… e poi io sentivo in cuor mio di aver fatto del bene… almeno per due mesi avevano mangiato, s’erano vestiti… erano stati al mondo! –<br />
Sentendo questa sorta di rammarico per i bambini sfortunati della Terra la signora mordicchia il suo cornetto con la marmellata giocherellando con il solitario che ha al dito.Oggi c’è il Vescovo e tutti sono in subbuglio. Nessuno lo sopporta epperò, in quanto Vescovo, non si può mancare di fargli omaggio. La cittadina frigge di traffico; sono tutti presi a correre in qui e in là. E poi la giornata luminosa e frizzante mette voglia di vivere di farsi vedere… Io bevo in fretta il mio latte e caffè (lo sento bruciare in gola, mentre scende) e già immagino lo sconquasso che potrà provocare al mio povero intestino. Intanto le due donne sono uscite al fresco, si siedono al tavolo e iniziano a fumare. Le donne benestanti si vedono anche dal fatto che accavallano le gambe. Voi avete mai visto una donna del popolo accavallarle? Le donne del popolo stanno sedute un po’ curve, infagottate nei loro pastrani “verdone”, a “quadri” e sono sul chi vive, si vogliono sbrigare, pare che quella sosta al bar è troppo lusso per loro. Si sentono in colpa. In genere le donne comuni hanno con sé la sporta della spesa. Non saprebbero proprio dove metterla. E fumare? Fumare non se ne parla proprio.<br />
Accavallano le gambe e quando gettano la sigaretta lo fanno con noncuranza, senza preoccuparsi dove questa va a cadere. Quella io lo so, rotola in un tombino, finisce in un angolo sbagliato della grata, s’infila in un pertugio che corrisponde ad un  condotto del gas. Il calore viaggia per qualche centinaio di metri e fa esplodere un appartamento dove vivono costipate e malaticce una anziana pensionata di Napoli e sua figlia che non s’è mai voluta sposare. Colte nell’ultimo sonno dall’eplosione non si sono accorte di nulla. Come si suol dire? Passate dalla vita alla morte!</p>
<p>Il mio cappuccino è finito. Quel che ne resta si raggruma in fondo ad una tazza marrone. Pago e vado senza salutare, corrisposto. Fuori c’è più freddo. Si è alzato di più il sole. Il gommista sta chino e rimonta la ruota.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sandrosountryman.wordpress.com/624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sandrosountryman.wordpress.com/624/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sandrosountryman.wordpress.com/624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sandrosountryman.wordpress.com/624/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sandrosountryman.wordpress.com/624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sandrosountryman.wordpress.com/624/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sandrosountryman.wordpress.com/624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sandrosountryman.wordpress.com/624/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sandrosountryman.wordpress.com/624/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sandrosountryman.wordpress.com/624/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=624&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 09:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venezia guardava dalla finestra, perché l’inverno con le sue brevi serate s’era avvolto attorno alle magnolie.
Il solito passaggio di nullafacenti, su e giù per la strada carraia, quand’era terminato il lavoro quotidiano. Dalle colline scendeva giù un maestrale cattivo, che si stringeva attorno alle cose, ghiacciando sul ferro, fermando l’acqua nelle tubature.
Lei stava ferma vicino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=478&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_479" class="wp-caption alignright" style="width: 274px"><img class="size-medium wp-image-479" title="F. Hayez  -  Il bacio" src="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2009/06/f-hayez-il-bacio.jpg?w=264&#038;h=300" alt="F. Hayez  -  Il bacio" width="264" height="300" /><p class="wp-caption-text">F. Hayez  -  Il bacio</p></div>
<p>Venezia guardava dalla finestra, perché l’inverno con le sue brevi serate s’era avvolto attorno alle magnolie.<br />
Il solito passaggio di nullafacenti, su e giù per la strada carraia, quand’era terminato il lavoro quotidiano. Dalle colline scendeva giù un maestrale cattivo, che si stringeva attorno alle cose, ghiacciando sul ferro, fermando l’acqua nelle tubature.<br />
Lei stava ferma vicino alla finestra, giù tutta vestita.<br />
Sottile e maestosa nel contempo, così elegante da sembrare regalmente distaccata dalle cose del mondo, strizzata dal suo abito di lana verde. S’era avvolta nel cappotto scuro, largo alla base, legato da una cintura che penzolava e che attraeva lo sguardo in basso, verso le caviglie snelle e la scarpetta con il tacco. Un cappellino indossato sulle ventitrè con una piccola veletta le copriva giusto un ricciolo e gli occhi, guarnito da una piuma smeraldina e cangiante.<br />
I suoi occhi grandi guardavano nello scuro della sera per scoprire se tra le masse informi della gente che si spostava in fretta scorgeva quella che avrebbe riconosciuto tra mille del suo Giovanni. All’improvviso fu destata da un rumore alle sue spalle: suo fratello Vindice. Si era avvicinato come suo solito senza nemmeno farsi sentire. Tutta la sua persona era discreta, timida e insicura. Così tanto a volte da risultare odioso e insopportabile. La guardava con la faccia ironica. Quando assumeva quell’espressione sollevava un sopracciglio e la sua bocca diventava tutta storta da una parte. Era il segno che stava per dire una cattiveria.<br />
“Come siamo belle, stasera! Pare che deve venire un Principe a prenderti! Guarda che è solo Giovanni Boccabella, mica il Re!” e si fece una grassa risata.<br />
Sarebbe stato superfluo dirgli che era giusto un Principe che stava aspettando, un Re.<br />
Nella sua ignoranza Vindice non distingueva l’uno dall’altro. Ambedue erano nemici che bisognava combattere; Menscevichi da togliere dalla faccia della terra.<br />
In quel momento bussarono alla porta. Lei si fece avanti, tutta luminosa in volto, di colpo. Vindice se ne avvide. Le fece cenno di ristare.<br />
“Apro io!” disse.<br />
Così, molto lentamente, così lentamente che lei lo avrebbe ucciso, si diresse alla porta. Venezia contò tutti i passi che lo separavano dall’uscio: in ognuno di questi mise un insulto, una contumelia.<br />
“Stronzo”<br />
”Idiota”<br />
”Scemo”<br />
”Buffone”<br />
Poggiò la mano sul pomello e lo girò come se fosse scivoloso, la faccia con il ghigno girata verso la sorella. Aveva assunto l’espressione del folletto delle carte: le guance rubizze, i capelli irti sulla testa ad uovo, vuota come il guscio di una noce fradicia.<br />
Non contento, s’aggiusto la cravatta che faceva sottile sottile, poi tirò i lembi dell’impermeabile che si dividevano tra fratelli.<br />
Finalmente aprì.<br />
Giovanni si insinuò tra le fessure con la sua faccia magra e bella: i baffi sempre curati. Emanava da così lontano un odore di lozione che invase la stanza e le arrivò ai sensi, tanto che ne fu stordita. Vi intuiva le pieghe della pelle del collo, il profumo della spalla nuda sotto il sole. Rabbrividì.<br />
“Ah… Vindice! Buonasera!” Non si aspettava di trovarselo di fronte, ma fu per quanto possibile, gentile. Nel suo cappotto nero lungo fino alle scarpe pareva davvero un regnante. Nella manona teneva un minuscolo bouquet di fiori bianchi, che da lontano le porse.<br />
Venezia, fece due passi in avanti, poi tre: infine, davanti allo sguardo muto del fratello, corse a prenderli. Con un dito sfiorò la mano di lui: fredda, ma salda. Rimase con i fiori in mano, circondata dagli odori che le vorticavano intorno come in un ballo di demonietti.<br />
“Posso offrirti qualcosa?” chiese Vindice, che di colpo s’era fatto mansueto; la cui faccia ora era un po’ quella del cane bastonato. Lei lo sapeva che la sua baldanza avrebbe fatto una misera fine davanti alla disinvolta sicurezza di Giovanni.<br />
“No, Vindice ti ringrazio. Mi permetti vero?”<br />
Si diresse a grandi passi verso di lei, afferrandole le mani, che stringevano i fiori. Le corolle dividevano i loro volti.<br />
“Ciao Venezia! Come stai?” e strinse forte, come se le dovesse stritolare le dita.<br />
“Sto bene… bene!” si affrettò a dire, di modo che lui allentasse un po’ la presa. Ma non era quello un dolore insopportabile. Insopportabile era la distanza da lui per tutte quelle ore. Insopportabile era la pochezza della sua casa, il profumo di cavolo che vi stagnava. Insopportabile era l’amore che provava e che ancora non gli aveva potuto e saputo dire.<br />
Mancava solo una cosa dopo quegli sguardi intensi, ma Vindice li interruppe.<br />
“Io sarei pronto!” disse, aggiustandosi di nuovo la cravattella nera.<br />
Uscirono uno dopo l’altro, seguiti da Vindice, che chiuse la porta e guardò intorno.<br />
“Ahhh! Come taglia!”<br />
Lei e Giovanni intanto avevano già cominciato a camminare per la via, affiancati ma non in contatto; separati da qualche centimetro di aria.<br />
In ogni modo cercavano di entrare in contatto, camminando: un gomito che sfiorava un fianco, una spalla che toccava un braccio. E ogni volta si sentiva chiaro il tossire di Vindice, che li seguiva distante una decina di passi. Si dava importanza in questa veste di controllore. S’era acceso la sigaretta e la tirava forte, sentendo salire nel naso, oltre al calore di questa, il bruciore dell’aria ghiaccia.<br />
Giovanni era un buon parlatore. Lei lo stava a sentire in silenzio e lo guardava solo un poco girata. Ma lo guardava dal basso all’alto come si guarda un Dio, un Principe, un Re.<br />
Scesi che furono sul corso, svoltarono a sinistra, verso le vetrine delle botteghe. Non esisteva nulla se non loro e l’inverno che scendeva muto e cattivo dalla colline. Nulla era bello come lo sfarfallio delle cose accese: le piccole vetrine delle botteghe, i verdurai che dialogavano a voce alta con le clienti, il rintocco della campana delle sei così netto, potente, nell’aria sottile. Da lontano di vedevano le luminarie della piazza e il grido giocoso dei bimbi nel rincorrere un pallone.<br />
E tra tanto freddo un sottile, sottile odore di primavera e di vita.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sandrosountryman.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sandrosountryman.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sandrosountryman.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sandrosountryman.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sandrosountryman.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sandrosountryman.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sandrosountryman.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sandrosountryman.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sandrosountryman.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sandrosountryman.wordpress.com/478/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=478&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Sandro</media:title>
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			<media:title type="html">F. Hayez  -  Il bacio</media:title>
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	</item>
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		<title>Mi vedrai tu sola</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 11:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Fedeltà]]></category>
		<category><![CDATA[Inverno]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Marzo]]></category>
		<category><![CDATA[Stella]]></category>
		<category><![CDATA[Versi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Portami con te
Non ti sarò d&#8217;impaccio
Goffo e vergognoso come sono
Starò nascosto e mi vedrai tu sola
Quando la mattina uscendo presto
Sentendo freddo
Alzerai lo sguardo
Lì tra le secche foglie di magnolia
Vibra il mio vento
E di quand&#8217;amo le sere estive
Prendermi quell&#8217;ombra.
Quando cucinerai, in casa
Per te sola
Con quella curva che ti fa la schiena
E che con gli anni non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=402&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<div id="attachment_404" class="wp-caption alignright" style="width: 267px"><img class="size-medium wp-image-404" title="abbraccio_mini" src="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2009/03/abbraccio_mini.jpg?w=257&#038;h=300" alt="Sandro Amici" width="257" height="300" /><p class="wp-caption-text">Sandro Amici</p></div>
<p>Portami con te<br />
Non ti sarò d&#8217;impaccio<br />
Goffo e vergognoso come sono<br />
Starò nascosto e mi vedrai tu sola</p></div>
<p>Quando la mattina uscendo presto<br />
Sentendo freddo<br />
Alzerai lo sguardo<br />
Lì tra le secche foglie di magnolia<br />
Vibra il mio vento<br />
E di quand&#8217;amo le sere estive<br />
Prendermi quell&#8217;ombra.</p>
<p>Quando cucinerai, in casa<br />
Per te sola<br />
Con quella curva che ti fa la schiena<br />
E che con gli anni non sarà mutata<br />
Lì, presso il camino<br />
Io ci sarò<br />
Vicino alle incombenze di ogni giorno<br />
Portami con te<br />
Non ti sarò di impaccio<br />
Starò nascosto e mi vedrai tu sola.</p>
<p>E quando innanzi al mare<br />
Ti parrà d&#8217;udire un lento borbottio<br />
Che non è risacca<br />
Non è l&#8217;acuto vento sempre uguale<br />
Che portano le onde a marzo e aprile</p>
<p>Io ti sarò vicino<br />
E goffo e vergognoso come sono<br />
Starò nascosto e mi vedrai tu sola<br />
E qualche nostra contegnosa stella.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sandrosountryman.wordpress.com/402/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sandrosountryman.wordpress.com/402/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sandrosountryman.wordpress.com/402/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sandrosountryman.wordpress.com/402/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sandrosountryman.wordpress.com/402/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sandrosountryman.wordpress.com/402/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sandrosountryman.wordpress.com/402/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sandrosountryman.wordpress.com/402/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sandrosountryman.wordpress.com/402/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sandrosountryman.wordpress.com/402/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=402&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Sandro</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">abbraccio_mini</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Febbraio</title>
		<link>http://sandrosountryman.wordpress.com/2009/03/03/febbraio/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 19:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Crochi]]></category>
		<category><![CDATA[Febbraio]]></category>
		<category><![CDATA[Gelo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovinezza]]></category>
		<category><![CDATA[Inverno]]></category>
		<category><![CDATA[Versi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Intirizziti crochi
Crochi viola
Ai piedi dei cancelli
Uniche fiamme accese
Del febbraio.
Andavan gli uomini in stuolo
A farsi belli
Nei giorni comandati, dal barbiere
E per le piazze
Del Carnevale le divertite risa.
Erano brune le giovinette
Dai bei polpacci rosa
E i lor sorrisi
Come la vampa in cielo bianchi e accesi
All&#8217;ombra ghiaccia
blu danzava il fumo di cicche consumate
E lo spavento di una vita intera
E [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=374&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<div id="attachment_373" class="wp-caption alignleft" style="width: 520px"><img class="size-full wp-image-373" title="Nemi" src="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2009/03/nemi_inverno_bokeh_foglie.jpg?w=510&#038;h=386" alt="Sandro Amici" width="510" height="386" /><p class="wp-caption-text">Sandro Amici</p></div>
<p>Intirizziti crochi<br />
Crochi viola<br />
Ai piedi dei cancelli<br />
Uniche fiamme accese<br />
Del febbraio.<br />
Andavan gli uomini in stuolo<br />
A farsi belli<br />
Nei giorni comandati, dal barbiere<br />
E per le piazze<br />
Del Carnevale le divertite risa.</p></div>
<p>Erano brune le giovinette<br />
Dai bei polpacci rosa<br />
E i lor sorrisi<br />
Come la vampa in cielo bianchi e accesi</p>
<p>All&#8217;ombra ghiaccia<br />
blu danzava il fumo di cicche consumate<br />
E lo spavento di una vita intera<br />
E sconosciuta.</p>
<p>Ora di nero adorni<br />
Ora di rosso<br />
Van le ridenti schiere<br />
Dei giovinetti<br />
Senza un credo ancora<br />
Ma con certezze estreme</p>
<p>Tremano l&#8217;orfane foglie<br />
Degli smagriti olmi<br />
Regali e stesi<br />
Sopra tappeti d&#8217;oro<br />
E le panchine vuote<br />
Per il gran gelo<br />
Dell&#8217;alba virginale.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sandrosountryman.wordpress.com/374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sandrosountryman.wordpress.com/374/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sandrosountryman.wordpress.com/374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sandrosountryman.wordpress.com/374/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sandrosountryman.wordpress.com/374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sandrosountryman.wordpress.com/374/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sandrosountryman.wordpress.com/374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sandrosountryman.wordpress.com/374/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sandrosountryman.wordpress.com/374/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sandrosountryman.wordpress.com/374/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=374&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Sandro</media:title>
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			<media:title type="html">Nemi</media:title>
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	</item>
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		<title>Morente sulla riva</title>
		<link>http://sandrosountryman.wordpress.com/2008/11/22/morente-sulla-riva/</link>
		<comments>http://sandrosountryman.wordpress.com/2008/11/22/morente-sulla-riva/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 14:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Bianco e nero]]></category>
		<category><![CDATA[Inverno]]></category>
		<category><![CDATA[Lago]]></category>
		<category><![CDATA[Lago di Nemi]]></category>
		<category><![CDATA[Nikon]]></category>
		<category><![CDATA[Nikon D80]]></category>
		<category><![CDATA[Sepia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un lago pieno di misteriose suggestioni, quello di Nemi. Io ho fermato questa immagine in una fredda mattina invernale e l&#8217;ho resa un poco retrò. Un pò come me: retrò.
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=209&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_211" class="wp-caption alignnone" style="width: 520px"><a href="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2008/11/sepia1.jpg"><img class="size-full wp-image-211" title="sepia" src="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2008/11/sepia1.jpg?w=510&#038;h=794" alt="Amici S. 2007" width="510" height="794" /></a><p class="wp-caption-text">Amici S. 2007</p></div>
<p>Un lago pieno di misteriose suggestioni, quello di Nemi. Io ho fermato questa immagine in una fredda mattina invernale e l&#8217;ho resa un poco retrò. Un pò come me: retrò.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sandrosountryman.wordpress.com/209/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sandrosountryman.wordpress.com/209/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sandrosountryman.wordpress.com/209/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sandrosountryman.wordpress.com/209/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sandrosountryman.wordpress.com/209/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sandrosountryman.wordpress.com/209/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sandrosountryman.wordpress.com/209/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sandrosountryman.wordpress.com/209/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sandrosountryman.wordpress.com/209/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sandrosountryman.wordpress.com/209/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sandrosountryman.wordpress.com&blog=3755665&post=209&subd=sandrosountryman&ref=&feed=1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sandrosountryman.wordpress.com/2008/11/22/morente-sulla-riva/feed/</wfw:commentRss>
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			<media:title type="html">Sandro</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://sandrosountryman.files.wordpress.com/2008/11/sepia1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">sepia</media:title>
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