Noi passeremo una sorta di confine
fatto dalla mia pelle e dalla tua, chiara
e fatto questo, colma è già la coppa,
perché il profumo che sentivo appena
adesso riempie l’aria, si respira.
Ed il confine poi sarà più ardito
sarà la pelle rosa delle labbra
che sanno di salmastro e di geranio
che sanno di marina e di giacinto
di sabbia, scoglio e di dimenticanza
E poi non c’è confine, non c’è angustia
ma solo il veleggiare per quel mare
che prima fu nemico
ora fratello
sopra il flebile ramo che ci tiene
sulla temibile spuma e sul profondo



