Sterminato inverno
Immacolato
Tu che sei il ricovero di amanti
E che la nebbia riveste
Tu che sei l’alito delle cose morte
che tornano alla vita
Sterminato, sterminato inverno
di donne discinte
E di bacili umidi e scaldati
Di castagne lasciate a riposare
E di quando le bocche
smettono di amare
inverno degli spifferi e del gelo
inverno che dissecchi il cielo
inverno sconsolato, giallo e ocra
Grave come un basalto
greve come cemento
Con i tuoi giorni effimeri
E le notti, adunche come unghie
Inverno insano
inverno interminabile
tu che raccogli cenere
ai piedi dei camini
tu che semini pianto
accanto ai campanili
Inverno inverno smorto
dalla piagata mano
inverno che dal mio animo
mai s’allontana
e batte
Batte alla porta
e non aspetta invano


Il lungo