Mi pare di avere poco tempo
calano presto
refoli di luce al pomeriggio
mentre all’alba
si attarda il sole dietro alle pendici
e nebbia sale, camminando adagio
sulla punta dei piedi delle ore.
Chi hai mai amato, lo sa
del tempo che ha perduto non amando
del vento che passando ha frastornato
le poche luci chiare,
il firmamento.
E ora il mio rimpianto
cupo
sempre uguale
pugnalante
si cela in tutte l’ombre della sera
dietro alle vampe
del morituro tuo sole agostano
fatto di creste d’onda e di maestrale.
Ama lo stesso, anche se non puoi più amare
come fa il cieco, che vede tutto
anche senza guardare.


